| Inchiesta Fibronit, nuove accuse |
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| Thursday, 01 July 2010 08:13 |
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la Provincia Pavese — 24 giugno 2010 pagina 25 sezione: CRONACA BRONI. «Omettevano volontariamente». In queste due parole sta la clamorosa svolta nel procedimento giudiziario avviato dalla procura della Repubblica di Voghera per le morti alla Fibronit di Broni, inchiesta che vede al momento indagate dieci persone. Dunque, omicidio colposo sì, ma con «dolo eventuale», ossia la consapevolezza che l’omissione degli «accorgimenti e dei presidi organizzativi, tecnici, strutturali ed igienici imposti dalla normativa e comunque consentiti dalla tecnica disponibile nel periodo necessari per contenere l’esposizione ad amianto». Insomma, brutalmente si potrebbe dire - percorrendo l’ipotesi accusatoria del pubblico ministero Giovanni Benelli - che quei dieci amministratori sapevano, o potevano immaginare, che le loro omissioni avrebbero sottoposto alla «contaminazione» da amianto i lavoratori, e non solo loro. Contaminazione che ha portato alla morte circa cinquecento persone e altre centinaia ad una gravissima patologia. Nei giorni scorsi gli ufficiali giudiziari hanno notificato ai dieci indagati e ai loro avvocati difensori un nuovo avviso di conclusione delle indagini preliminari. Restano sostanzialmente le stesse accuse - omicidio colposo, disastro colposo, violazione delle norme per la prevenzione delle malattie sul lavoro - ma con l’aggravante di cui si è detto. «E’ una decisione importante», commentano gli avvocati Marco Casali e Luca Angeleri, che rappresentano alcune delle parti offese. E in effetti le eventuali pene, in caso di accertamento di responsabilità, triplicherebbero, arrivando fino a un massimo di 15 anni, con la triplicazione, anche, dei tempi di prescrizione del reato, evitando dunque che la storia, drammatica e terribile, dei morti della Fibronit, finisca in un nulla di fatto. Sul banco degli imputati, quando la procura, finalmente, chiederà il rinvio a giudizio, compariranno (pur con diverse accuse, per periodi e ruoli ricoperti diversi) dieci persone: 1) Dino Stringa, 85 anni, di Pavia (avvocato Graziano Lissandrin); 2) Teodoro Manara, 74 anni, di Castiglione Torinese (avvocato Alberto Mittone); 3) Michele Cardinale, 66 anni, di Pino Torinese (avvocati Roberto Macchia e Augusto Fierro); 4) Lorenzo Mo, 63 anni, di Asti (avvocato Piero Monti); 5) Claudio Dal Pozzo, 71 anni, di Roma (avvocato Pietro Folchi Pistolesi); 6) Giovanni Boccini, 71 anni, di Alessandria (avvocato Gianfranco Ercolani); 7) Guglielma Capello, 73 anni, di Castiglione Torinese (avvocato Marcello Lugano); 8) Maurizio Modena, 58 anni, di Redavalle (avvocati Antonio Maria del Poggio e Paolo Zambianchi); 9) Domenico Salvino, 66 anni, di Torino (avvocato Roberto Longo); 10) Alvaro Galvani, 64 anni, di Viguzzolo (avvocato Piero Monti). E non sarà solo un maxi processo, con centinaia di migliaia di atti e qualcosa come mille verbali di interrogatorio, ma anche una maxi udienza preliminare. Al punto che il procuratore capo Francesco De Socio avrebbe preso contatti con il Comune per ottenere uno spazio sufficiente per l’udienza. (ha collaborato P. Ravizza) - Filiberto Mayda
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