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A Bari la prima sentenza, nel 2005 Print E-mail
Friday, 11 December 2009 18:01
A Bari la prima sentenza, nel 2005
Conferma anche in Cassazione: omicidio colposo di dodici operai della Fibronit
GIUSEPPE ARMENISE
• Padova, con i carri ferroviari imbottiti di fibre cancerogene fermati alla stazione, ha segnato l’avvio della stagione degli allarmi sull’inquinamento ambientale da amianto. Torino è stata l’avamposto giudiziario che ha introdotto un metodo di lavoro capace di sostituirsi all’inerzia (erano i primi anni '90) di chi (in buona sostanza i medici) era obbligato a segnalare alle autorità giudiziarie i tumori da amianto, malattie con implicazioni di carattere penale.
Ma la madre di tutte le sentenze in materia di omicidio colposo plurimo per le conseguenze legate all’esposizione prolungata alle fibre di amianto è del giudice unico Francesca Romana Pirrelli, tribunale di Bari. Il riconoscimento dell’esistenza del nesso causale tra inadeguate misure alla protezione dei lavoratori e l’insorgenza o il peggioramento della malattia mortale in una pluralità di soggetti (tutti operai della Fibronit, in attività a Bari tra il 1935 e il 1985) è divenuto dato acquisito col deposito delle motivazioni con cui la Corte di Cassazione ha confermato il verdetto di condanna del 2005.
Il pubblico ministero, Ciro Angelillis, aveva avviato gli accertamenti nel 1997. Al centro del processo il caso di 12 operai della fabbrica dell’amianto di Bari, colpiti tutti da asbestosi e poi morti. La Corte di cassazione, chiudendo questa triste pagina della città di Bari (370 il numero di vittime ricollegabili all’amianto della Fibronit) decreta che l’amministratore della Fibronit, come qualsiasi imprenditore che si accolli il rischio d’impresa e sia obbligato ad assumere un ruolo qualificato nella gestione del ciclo industriale, non può invocare a sua discolpa l’ignoranza della pericolosità dell’amianto. «Il non sapere di chi ha l’obbligo di sapere - dicono i giudici - è fatto costitutivo della colpa».
Gazzetta del Mezzogiorno, 11.12.2009, pag. 15
 
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